di Compiano abbiamo notizie storiche certe del secolo XI°, nei documenti appare già un borgo fortificato con giurisdizione sull'alta valle del Taro, ma l'analisi muraria del castello ci mostra la presenza di vestigia di epoca carolingia. Attorno al mille Compiano è dei Malaspina: quindi nel XI° secolo del comune di Piacenza. Nella prima metà del XV° sec., con Ubertino Landi, inizia il dominio della famiglia che durerà 425 anni, la più longeva Signoria d'Italia. All'inizio del '400 si affermò il predominio dei Visconti che relegarono in secondo piano i Landi nei loro territori. Il XVI° e XVII° secolo.
Furono secoli di splendore sotto la signoria dei Landi, Compiano battè propria moneta, ebbe scuole pubbliche e monte di pietà. Alle soglie del '700 Compiano passò ai Farnese e dal quel momento iniziò il declino del Borgo. Sotto il ducato di Maria Luigia il Castello divenne prigione di Stato dove vennero rinchiusi i carbonari dei moti del 1821. Durante la II° guerra mondiale il paese riacquistò importanza e il 25 giugno del 1944 Compiano divenne capitale del territorio libero della Valtaro.
Nel dopoguerra il Collegio delle fanciulle insediato nel castello venne chiuso e il maniero fu acquistato dalla Marchesa Lina Raimondi Gambarotta che nel 1987, data della sua morte, lo lasciò al comune. Attualmente il castello è aperto al pubblico con visite guidate. All'interno risiede la collezione Gambarotta, mobilio e oggetti dell'ex proprietaria, la mostra "Orizzonti inglesi", oggetti della massoneria inglese, la mostra di monete coniate nella zecca di Compiano.
Tratto dalle edizioni di "Compiano Arte Storia" |